ll Fondo per l'Ambiente ha presentato i risultati del censimento sui monumenti e i luoghi che sono abbandonati e deturpati.

C'è ancora un'Italia che ha voglia di mobilitarsi per curare le ferite che segnano il proprio paese, per denunciare il degrado che investe monumenti ed edifici storici, per opporsi alla cementificazione che deturpa paesaggi bellissimi.
Ne è testimonianza il risultato del censimento "I luoghi del cuore" realizzato dal Fai (Fondo Ambiente Italiano) in collaborazione con Intesa Sanpaolo, giunto quest'anno alla sua quarta edizione.
"Cancelliamo insieme le brutture d'Italia" era il tema del censimento 2008, conclusosi con oltre 110mila segnalazioni, giunte da ogni angolo dello Stivale, a dimostrazione di come la sensibilità verso il patrimonio artistico e naturalistico riesce in certi casi a essere un sentimento trasversale, animato dalla consapevolezza della necessità di battersi in favore del proprio territorio.
Non un concorso a premi, nessun vantaggio strettamente individuale da ottenere: ma un'iniziativa che mette in relazione ideali e interessi collettivi il cui montepremi è il miglioramento dell'ambiente in cui viviamo.
Le persone hanno partecipato con entusiasmo, restituendo un'immagine dell'Italia ferita in molteplici modi. Ma la gente ha fatto di più. Non solo, infatti, ha indicato le brutture d'Italia che deturpano luoghi, monumenti e paesaggi ma ha interpretato la chiamata del Fai come un'occasione concreta per salvare i luoghi che amano e restituire loro l’integrità originaria.
Quindi non solo cancellare gli elementi di disturbo, ma anche segnalare le urgenze che rischiano di compromettere la bellezza che ci circonda, una bellezza coniugata in tante diverse forme: castelli e chiese abbandonati, negozi storici che rischiano di scomparire, aree verdi condannate alla cementificazione, paesaggi rovinati da antenne abusive e da scheletri di costruzioni in disuso.
E, soprattutto, l’urgenza di intervenire, non solo per risanare, ma anche per prevenire i sempre nuovi scempi perpetrati ai danni del nostro patrimonio.




Edited by semonsei - 5/2/2009, 17:57